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Press quotes

Antonio Ciacca: A Jazzman of Heart

"At the heart of any true jazzman is the ability to tell his own musical stories in his own way, and hopefully touch a few hearts along the way. Down in his heart, there's a song he can feel, something that no one can steal. It's his own tune, all and in part. Pianist Antonio Ciacca dances to the unique songs in his heart." -- Todd Barkan (2008)

John Pitcher, Rochester, New York international Jazz festival 2004

Ciacca/Anderson Quartet
So far, Kilbourn Hall gets the prize for offering the most adventurous acts of the Rochester International Jazz Festival’s third edition. On Saturday, saxophonist Wessell Anderson and pianist Antonio Ciacca gave nothing short of a master class in the fine art of daring improvisation. In such songs as “Winter Branches” — a reworking of the standard “Autumn Leaves” — Anderson would announce a simple four-bar melody, and Ciacca would then take it up, seemingly exploring every permutation of the tune through the 12 tones of the octave. It was a wondrous display of craft that left the audience spellbound.

John L Walters, Tuesday November 25, 2003 - The Guardian

London Jazz Festival 2003
Royal Festival Hall, London

One day it may become compulsory for every music festival to programme the Monk Liberation Front. Their aim is to perform all 70 compositions by bebop-era maverick Thelonious Sphere Monk. This may seem obsessive, but to most jazz musicians it's entirely logical: Monk's legacy is as enduring as that of Bach, Mozart, Ellington or Mingus. His fingerprints can be detected everywhere, from the Specials, through contemporary composition and the nu-jazz of Laurent de Wilde, to Jamie Cullum, whose spunky followers swelled the cheering Freestage throng for the last stretch of the MLF's six-hour marathon.
MLF founders Tony Kofi, Jonathan Gee and composer Philip Clark have studied every composition, with help from Italian pianist Antonio Ciacca, a regular collaborator with former Monk sideman Steve Lacy. So the hits - Hackensack, Round Midnight, Friday the 13th, Brilliant Corners - are augmented by the never-recorded Two Timer, A Merrier Xmas (whose bizarre lyrics Gee reads out), and Children's Song, the closing, singalong jam. There are five horns: Kofi, Chris Biscoe and Ed Jones on saxes, Finnish trumpeter Mika Myllari and German trombonist Nils Wogram. Most of the music is arranged for small groups, and Gee inserts brief solo versions of Monk's blues (Blue Monk, Straight No Chaser etc) to cover for musician and equipment hand-overs on stage.
They play contemporary, swinging arrangements of tunes such as Work, Off Minor, Bemsha Swing and Shuffle Boil, and direct, unfussy versions of Monk's Dream, Rhythm-A-Ning, Skippy and Four in One. If I had to single out one performer from such an outstanding team, it would be Kofi, who has the confident sound and all the rhythmic and melodic invention needed, plus stamina: he hardly leaves the stage. Sparks always fly when Kofi and Gee get stuck into the angular sequences, but each brings different shades of meaning to Monk's raw material. The MLF is about jazz as a living art form - process rather than style - and that's a liberating way to round off this great festival.

Guardian Unlimited © Guardian Newspapers Limited 2003.



Bellezza brutta

di Cosimo Parisi
Recensione pubblicata il 18-05-2006 su musicboom.it

Un trio molto gradevole, quello del pianista di bologna Antonio Ciacca, fatto in uno stile da pianista degli anni `50, fra Thelonious Monk e Red Garland, con la compagnia giusta, quella del contrabbassista dennis irwin e del batterista, dal notevole senso melodico nei suoi assoli, Ali Jackson.

Ciacca così si inserisce in una scia che ha visto notevoli pianisti aggiungere qualcosa di personale agli insegnamenti del maestro monk: Bobby Timmons, Mal Waldron, Horace Tapscott, senza dimenticare Alexander Von Schlippenbach, che di recente ha firmato un triplo album che raccoglie tutte le composizioni del maestro.

Gli standards presentati sono solo tre, eseguiti con molta competenza, cui si contrappongono cinque originals di buon livello che si inseriscono nella tradizione che abbiamo citato sopra.

Si comincia con "Miriam´s doodle", una composizione dallo stile monkiano nella frase d´inizio e già si capisce l´universo musicale di questo trio, perfettamente in sintonia con uno stile che ha fatto storia e che è ancora una delle strade maestre del jazz di oggi (fortunatamente i modelli che vanno per la maggiore sono piú di uno). Niente di nuovo, nessun colpo di genio, eppure è un disco che cattura l´ascoltatore, dal neofito al più esperto, per l´eleganza del gusto e la precisione delle esecuzioni.

Tutti bravi, molta professionalità e passione per quello che si fa, questa è la ricetta di un disco che rispetta la tradizione funzionando a meraviglia.



Allaboutjazz.com

Recensione pubblicata il 16-08-2006 SU a allaboutjazz.com
Vittorio Lo Conte

Un nuovo acquisto per la scuderia diretta da Flavio Bonandrini: si tratta del pianista Antonio Ciacca, qui in compagnia di una ritmica americana.

La sua musica si orienta senza inibizioni ai grandi modelli del passato, da Monk a chi ne ha seguito le orme, come Barry Harris e Jaki Byard, maestri di Ciacca. Lo rivela subito nella scelta del titolo del disco ed in una composizione “miriam's doodles”, dall'andamento sbilenco, quasi fosse tratta dal songbook di Thelonious. Ciacca ha acquisito, a differenza di monkiani più eterodossi come Alexander Von Schlippenbach (quando ne interpreta le composizioni, in trio o più di recente con il suo quintetto), un tocco elegante, preciso, che rende le sue esecuzioni di una bellezza “classica”, ferma ad un tempo in cui nessuno pensava alle evoluzioni più moderne di questa musica e della formazione del trio.

Un'involuzione, quindi, rispetto a quello che viene fatto oggi? Assolutamente no: ciacca ed i suoi bravissimi comprimari firmano un disco molto compatto che si ascolta con piacere scavando in un filone che sembra inesauribile senza trovare o aggiungervi tuttavia qualcosa di nuovo. L'equilibrio perfetto delle parti e il senso melodico del batterista Ali Jackson sono delle qualità che si apprezzano, in quanto il senso estetico del bello - o quello che in genere si intende per tale - non conosce confini di generi o mode.

Una tradizione onorata con passione quindi, senza immettervi quel dubbio, perché semplicemente non se ne sente l'esigenza, che è all'origine di ogni novità. Chissà se, come per la musica classica, in cui nello stesso concerto l'esecutore affronta partiture di compositori ed epoche diverse, questo approccio di alcuni jazzisti moderni non porti ad esibizioni in cui gli stili improvvisativi di Teddy Wilson e Bill Evans si trovino insieme in programma.



ANTONIO CIACCA QUINTET

Recensione pubblicata in Novembre, 2001 su allaboutjazz.com
OTTO JAZZ CLUB - NAPOLI - 09.09.2001
Francesco Varriale

È stato un vero peccato che non sia accorsa tanta gente per l'esibizione del gruppo del pianista e compositore Antonio Ciacca all'Otto Jazz Club di Napoli, concerto per il quale era inizialmente prevista anche la presenza del sassofonista Steve Grossmann.
Il forfait di quest'ultimo ha probabilmente tenuto lontani molti appassionati, che hanno cosí perso l'occasione di ascoltare Renato D'aiello, sassofonista napoletano - ormai da tempo residente a Londra - che non ha fatto in alcun modo rimpiangere il musicista americano assente.

Infatti il gruppo condotto da Antonio Ciacca - musicista che avevamo giá apprezzato dal vivo nel quartetto di Steve Lacy e su disco nel suo bel lavoro intitolato Hollis Avenue e registrato per l'etichetta tedesca YVP - mostra di avere una sua forte identitá, evidenziando una notevole intesa tra i musicisti che lo costituiscono: i giá citati Ciacca e D'Aiello, erano affiancati dal trombettista Giampaolo Casati, dal contrabbassista Nicola Muresu e dal batterista Amedeo Ariano.

Il quintetto si è mosso in un repertorio che andava da noti standards a composizioni originali di Ciacca, con il pianista che ha evidenziato una particolare cura per la scrittura e l'arrangiamento, mostrando di aver ben assimilato la lezione dei maestri del passato, in particolare in due brani intitolati "maria" e "sweet d.", con quest'ultimo dedicato al sassofonista Don Braden e caratterizzato da una linea melodica e da un impasto di fiati che hanno in maniera evidente ricordato le composizioni scritte da benny golson per i jazz messengers di art blakey.

Il repertorio degli standards ha fornito poi ai due fiati l'opportunitá di evidenziare spiccate doti solistiche: giampaolo casati ci è parso bravissimo nell'esecuzione di "what's new" alla maniera di clifford brown, mentre renato d'aiello ha evidenziato un notevole lirismo nella mingusiana "duke ellington's sound of love". Inoltre brani come "if i should loose you" hanno mostrato come l'intero gruppo sia in grado di suonare 'insieme', alternando momenti collettivi ad interessanti spunti individuali che hanno permesso anche a nicola muresu e ad amedeo ariano di mostrare le loro capacitá solistiche e di accompagnamento.

In questo va ovviamente ricordata la figura di antono ciacca come leader, anche per la sua compostezza sia negli assolo che nei momenti di supporto ai fiati, in una dimensione che ne ha evidenziato il grado di maturazione.




SOUL NOTE NOVITA’: ANTONIO CIACCA TRIO
Recensione pubblicata su www.moonlightrecords.com

Da casa Soul Note, nota etichetta milanese che ha saputo lanciare molti nomi noti del jazz internazionale e nostrano, presentiamo il nuovo album del pianista Antonio Ciacca. Nato nel 1969 in Germania, da genitori pugliesi, il nostro si è diplomato al Conservatorio di Bologna e ha perfezionato i propri studi jazzistici con Steve Grossman, Barry Harrys e Jaki Byard. Avviata la carriera musicale nella seconda metà degli anni Nonvanta, Ciacca ha avuto, strada facendo, numerose opportunità di suonare con illustri jazzmen d’oltre oceano: Benny Golson, Steve Lacy, Art Farmer, Johnny Griffin, lo stesso Steve Grossman, David Murray, Bob Mintzer, Wynton Marsalis e tanti altri. “Ugly Beauty” è il primo album di Antonio Ciacca per il prestigioso marchio Soul Note: il pianista italiano lo ha registrato il 20 settembre del 2005 avvalendosi del prezioso apporto di due musicisti statunitensi, il contrabbassista Dennis Irwin e il batterista Ali Jackson.SOUL NOTE NOVITA’: ANTONIO CIACCA TRIO Da casa Soul Note, nota etichetta milanese che ha saputo lanciare molti nomi noti del jazz internazionale e nostrano, presentiamo il nuovo album del pianista Antonio Ciacca. Nato nel 1969 in Germania, da genitori pugliesi, il nostro si è diplomato al Conservatorio di Bologna e ha perfezionato i propri studi jazzistici con Steve Grossman, Barry Harrys e Jaki Byard. Avviata la carriera musicale nella seconda metà degli anni Nonvanta, Ciacca ha avuto, strada facendo, numerose opportunità di suonare con illustri jazzmen d’oltre oceano: Benny Golson, Steve Lacy, Art Farmer, Johnny Griffin, lo stesso Steve Grossman, David Murray, Bob Mintzer, Wynton Marsalis e tanti altri. “Ugly Beauty” è il primo album di Antonio Ciacca per il prestigioso marchio Soul Note: il pianista italiano lo ha registrato il 20 settembre del 2005 avvalendosi del prezioso apporto di due musicisti statunitensi, il contrabbassista Dennis Irwin e il batterista Ali Jackson.
- Antonio Ciacca Trio – Ugly Beauty Piano trio. Feat. Dennis Irwin, basso e Ali Jackson, batteria. Cinque proprie composizioni, alternate a due classici monkiani cuciti insieme.
Recensione pubblicata su harmonia mundi UK
specialist: jazz & world, new release
June 2006
www. h a r m o n i a m u n d i . c o m

ANTONIO CIACCA TRIO

Ugly Beauty
Antonio Ciacca (P); Dennis Irwin (B); Ali Jackson (D)


A graduate of the Bologna conservatory with a degree in
Contemporary music, antonio ciacca was born in wuppertal,
Germany on march 14, 1969. During stints in the us he has played
With steve grossman, james carter, marcus belgrave, larry smith,
Roy brooks, lee konitz, art farmer, mark murphy, johnny griffin,
James moody and dave liebman. Antonio was the pianist for Steve
Lacy for 7 years until his untimely death at the age of 70. Currently,
Antonio tours extensively throughout the world with jazz legend Benny Golson. With performances in venues such as Pizza Express and Ronnie Scott's in london, the Blue Note in Milan, Alexander Platz in Rome, London Jazz Festival, Pori jazz festival, Stockholm jazz festival and recently the Village Vanguard with Wess Anderson and Wynton Marsalis, Antonio has proven himself on the world stage. His bebop influenced style coupled with his deep rooted love for gospel music has helped to shape Antonio's sound and has given birth to a refreshing voice in jazz. This is his
Third solo outing and a fine piano trio record.

Antonio Ciacca will be appearing in London at:
· the national theatre foyer may 22
· pizza express dean street may 23-24

“The name Antonio Ciacca is one that will soon be on the lips of all discerning jazz fans throughout the world. It's inevitable"

BENNY GOLSON


"Ugly Beauty"

(Soul Note / I.R.D.)

"Incontrai per la prima volta Antonio Ciacca molti anni fa, quando egli è stato mio allievo a Genova. E in quell’occasione conobbi una persona tranquilla, lucida, con molte idee in testa. Col tempo il suo pensiero si è ampliato non solo come strumentista, ma anche come compositore. Ascoltate Bouncing With Benny, che egli ha dedicato a me. La sua abilità di compositore è degna di un musicista classico: non tutti i jazzisti possono fare una cosa del genere. Da tanti anni ho il privilegio di suonare con lui ed è stato come vedere sbocciare e crescere un raro, bellissimo fiore. Egli non è solo un buon pianista italiano di jazz, ma un grande, formidabile pianista di jazz”. Ad esprimersi in questi modi lusinghieri e affettuosi è Benny Golson, una delle ultime leggende viventi del jazz. E fa piacere sapere che l’oggetto dei suoi apprezzamenti sia un musicista italiano: il pianista Antonio Ciacca.

Nato nel 1969 in Germania, da genitori pugliesi, Antonio Ciacca si è si diplomato al Conservatorio di Bologna e ha perfezionato i propri studi jazzistici con Steve Grossman, Barry Harrys e Jaki Byard. Avviata la carriera musicale nella seconda metà degli anni Nonvanta, Ciacca ha avuto strada facendo numerose opportunità di suonare con illustri jazzmen d¹oltre oceano: oltre che con Benny Golson, ha collaborato con Steve Lacy, Art Farmer, Johnny Griffin, lo stesso Steve Grossman, David Murray, Bob Mintzer, Wynton Marsalis e tanti altri.

"Ugly Beauty" è il primo album di Antonio Ciacca per il prestigioso marchio Soul Note: il pianista italiano lo ha registrato il 20 settembre del 2005 avvalendosi del prezioso apporto di due musicisti statunitensi, il contrabbassista Dennis Irwin e il batterista Ali Jackson. Il primo è noto soprattutto per i suoi sodalizi con John Scofield e Joe Lovano, ma nell¹arco della sua carriera ha avuto modo di suonare anche con uomini che hanno scritto la storia del jazz, come i batteristi Art Blakey e Mel Lewis. Il trentenne Ali Jackson si è invece fatto notare accanto a Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater, Marcus Roberts, Cyrus Chestnut, James Moody e altri ancora.

Forte di un tale affidabile tandem ritmico, Antonio Ciaccia affronta in Ugly Beauty cinque proprie composizioni, alternate a due classici monkiani cuciti insieme, Pannonica e proprio il brano che dà il titolo al CD, allo standard It Could Happen To You e al gershwiniano But Not For Me. Ovunque affiora il pianismo rilassato, intimista del leader, musicista che ha interiorizzato la grande tradizione del pianoforte jazz, come quella del concertismo europeo. Il suo approccio alla tastiera è, quindi, ricco di sfumature e dalle sue dita sgorga un senso poetico raccolto inevitabilmente dai due ottimi partner.